COMUNICATO STAMPA
«Abbiamo bussato testardamente ed è stato aperto»: questo mi sento di affermare con soddisfazione oggi.
Abbiamo la grande notizia della collaborazione della Francia, che porta la stessa Procura a decidere di non archiviare. La battaglia «Ustica, non si archivia» e «La memoria non si archivia» è oggi stata vinta, e voglio ringraziare tutti coloro che sono stati con noi in questo percorso di verità: i parlamentari De Maria, Verini, Scalfarotto, Lombardi, Cucchi e Pellegrini; l’Ordine dei Giornalisti, la FNSI, Articolo 21, Libera di don Ciotti e Roberto Natale (CdA Rai).
Avevamo chiesto di non archiviare per la dignità del nostro Paese e per la giustizia per le 81 vittime innocenti. Avevamo chiesto di non archiviare perché i PM della Procura della Repubblica di Roma, nel chiedere l’archiviazione, hanno consegnato pagine importanti:
• La presenza della portaerei francese Foch (sempre ufficialmente negata);
• L’individuazione di un’esercitazione nei cieli del Tirreno con base a Grazzanise;
• La consapevolezza che tutto era osservato dai centri radar e dai nostri addetti militari allo SHAPE della NATO.
Eravamo consapevoli che proprio la richiesta di archiviazione contenesse elementi decisivi per proseguire le indagini. Alla Presidente Meloni, proprio in occasione dell’anniversario della Strage di Ustica del 27 giugno, avevo rivolto l’appello per far sì che anche l’Avvocatura dello Stato si schierasse contro l’archiviazione e per rivolgersi direttamente al Presidente Macron nell’ambito dei bilaterali Italia-Francia.
Oggi con gratitudine prendo atto che il mio appello è stato ascoltato. Oggi con forza voglio ripetere:
«La ricerca della verità non si può fermare».
Abbiamo la collaborazione della Francia che andrà vagliata, ma rimangono le posizioni di altri Stati amici ed alleati, a cominciare dagli Stati Uniti. C’è ancora molto da fare, molte ricerche da svolgere.
Rimane da cercare ancora negli archivi con la Direttiva Renzi, soprattutto per le attività della Marina, e rimangono da approfondire le attività dei nostri servizi segreti, soprattutto dell’ammiraglio Martini.
Sono consapevole che la strada per la piena verità sia ancora lunga, ma continuo a credere che la politica e la società possano lavorare insieme. Oggi più che mai affermo che il nostro Paese ha bisogno della piena verità sulla strage di Ustica.
Daria Bonfietti
Presidente Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica














































